Sono le ore 21,22 di domenica 8 ottobre qui a Montreal. Mentre sono davanti al mio computer si sta svolgendo il consueto “Farewell Party” dove si festeggia la fine della competizione e si rinnovano gli auguri e i complimenti.

La mia musica in sottofondo però è un “Adagio” di Albinoni, un violinista e compositore italiano (Venezia, 8 giugno 1671 – Venezia, 17 gennaio 1751). Il mio umore non è dei migliori, non lo è mai l’ultimo giorno di queste competizioni che si dipanano nell’arco di 9/10 giorni.

E’ il giorno di rimettere tutto a posto, di consegnare le ultime fotografie, di fare l’ennesimo salvataggio di tutto il lavoro svolto nei giorni precedenti. Ma oggi, così come in altri (TROPPI) giorni precedenti, si è verificato un ennesimo infortunio. Stavolta la sfortunata protagonista è stata la nostra Vanessa Ferrari, tra gli altri nei giorni prima anche Uchimura, Larisa Iordache e Ragan Smith.

E sono andato a cercare le immagini scattate prima degli incidenti, quando lo sguardo era concentrato e speranzoso e i nostri cuori battevano di gioia per essere tutti presenti a questo grande avvenimento che è un Mondiale. Immagini di atleti di grandissimo livello, di capacità fisiche e mentali straordinarie.

Il mio cuore è triste, triste che questo mondiale sia finito così, per quello che poteva essere e non è stato. Triste!

FINE

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