Mi ricordo quella notte come se fosse ieri. A dire il vero non ne ho mai capito il motivo ma fu una notte speciale.

Avevo 11 anni e passavo le mie vacanze al mare, in Versilia, dove i miei genitori affittavano una casa. Quella notte era difficile dormire, era in corso un temporale che scuoteva le finestre. Le Alpi Apuane amplificavano il rumore dei tuoni tanto che sembrava “scoppiassero” in casa. Con quella pioggia, con quel rumore, mia nonna propose una merenda notturna. Un bel caffelatte con qualche biscotto, come dire di no?

Tutto intorno era veramente buio, noi avevamo le luci della cucina accese e nella sala dove era accesa la tv, l’unica luce proveniva dallo schermo in bianco e nero. La RAI trasmetteva lo sport, le Olimpiadi di Montreal 1976. A quei tempi non facevi “zapping”, prendevi quello che proponevano loro senza poter scegliere.

Mi ero seduto sul divano, tazza in una mano e biscotti nell’altra e mi stavo gustando quella serata diversa quando il mio sguardo venne catturato da una ragazzina in body bianco. A dire il vero non capivo se era carina o no, forse non lo era affatto (magrina, con una frangetta sulla fronte) ma i miei occhi non si scostarono da lei. Non avevo neppure idea di cosa stesse facendo, non sapevo cosa era la ginnastica artistica, al massimo arrivavo a conoscere il calcio o l’atletica.

Eppure quella ragazzina di pochi anni più grande di me fu un “colpo al cuore”. Quella sera e quella frangetta sono rimasti impressi nella mia memoria per sempre. Solo dopo qualche anno ho scoperto che quella ragazzina aveva fatto la storia con il suo “dieci perfetto” e che era diventata una leggenda. E solo dopo 40 anni precisi ho incontrato quella ragazzina, vestita in un completo bianco con tacco 12, durante un campionato Europeo nella sua nazione.

E io?? … Ho sorriso, ho sorriso dietro la mia macchina fotografica mentre scattavo il suo urlo di gioia per la medaglia d’oro conquistata dalla sua connazionale Catalina Ponor alla trave. Ho sorriso, un sorriso di gioia, pensando che forse quella ragazzina è stata il primo “amore” della mia vita…

Tra poco partirò per Montreal, sede dei Campionati Mondiali di Ginnastica Artistica, 41 anni dopo il nostro primo “incontro”

Nice to meet you (again) Nadia!!!

NADIA COMANECI COVER OF SPORTS ILLUSTRATED AUGUST 2, 1976 (1)

FILE - In this 1976, file photo, Romanian gymnast Nadia Comaneci stands before a scoreboard in Montreal, Canada. The Perfect 10 made the Romanian superstar more than a champion. It made her a legend. Yet four decades after her barrier-shattering uneven bars routine in Montreal, the one that ended with Comaneci and coach Bela Karolyi initially staring at the scoreboard in confusion when it read 1.00 because it wasn’t outfitted to put up the first 10.0 in Olympic history, Comaneci wonders where the recognition of flawlessness has gone. (AP Photo/File)

FILE – In this 1976, file photo, Romanian gymnast Nadia Comaneci stands before a scoreboard in Montreal, Canada. The Perfect 10 made the Romanian superstar more than a champion. It made her a legend. Yet four decades after her barrier-shattering uneven bars routine in Montreal, the one that ended with Comaneci and coach Bela Karolyi initially staring at the scoreboard in confusion when it read 1.00 because it wasn’t outfitted to put up the first 10.0 in Olympic history, Comaneci wonders where the recognition of flawlessness has gone. (AP Photo/File)